Una grande, gloriosa sfortuna, e l’epicità
Una grande, gloriosa sfortuna, il primo romanzo del cantautore americano Josh Ritter, un viaggio indietro nel tempo nei terreni più impervi dell’Idaho.
CONSIGLIATO A chi predilige le atmosfere evocative e sente spesso il bisogno di rifugiarsi nella natura incontaminata.
Una grande, gloriosa sfortuna: Trama
Weldon Applegate è un vecchietto irascibile di novantanove anni, ultimo di una famiglia di leggendari boscaioli. Dal letto di morte, su cui giace per mano di Joe Mouffreau, il suo nemico di sempre, Weldon racconta il suo passato eroico e burrascoso nella piccola città di Cordelia, Idaho. Rimasto orfano a tredici anni, ha ricevuto in eredità il Terreno Perduto. Un lotto di foresta selvaggio e incontaminato, così impervio da essere diventato la conquista più ambita di ogni taglialegna.
Quel pezzo di bosco rappresenta la memoria dei suoi antenati e Weldon è deciso a difenderlo, anche a costo di rinunciare all’amore, da Linden Laughlin, che vuole sfruttarlo per i suoi interessi. Inizia così un’epica lotta per il Terreno Perduto, dove non sono solo due uomini ad affrontarsi, ma due opposte visioni della natura e della giustizia.
Una grande, gloriosa sfortuna è una ballata che brilla di humour e di malinconia. Josh Ritter racconta un’America fatta di superstizioni e violenza, di coraggio e fiducia, dove si celano i fantasmi di un mondo che sta per estinguersi, ma anche il segreto che trasforma le storie in leggende.
Recensione
Raramente ho avuto la stessa sensazione di immersione totale in un libro come è accaduto con questa storia.
Weldon Applegate è un 99enne arrivato alla fine dei suoi giorni. Una grande, gloriosa sfortuna è la storia di come è diventato un uomo.
Immaginatevi una foresta impervia, considerata maledetta tanto è difficile da disboscare, e taglialegna con il sogno di piegare una natura indomita al loro volere. Siamo negli anni 30 in Idaho, e tra proibizionismo e i tempi moderni alle porte, pare di essere insieme al protagonista ai confini della civiltà, e di osservare le ultime istantanee di un mondo magico che è destinato in pochi anni a scomparire.
La prosa di Josh Ritter è diretta emanazione del personaggio. Tra parolacce, imprecazioni e squarci più poetici, si sposa perfettamente con il racconto.
La trama fatica un po’ a tenere il passo con l’ambientazione evocativa e la prosa più studiata. La parte più interessante è senza dubbio la prima, quando i luoghi vengono rivelati per la prima volta, e il giovane Applegate guarda il mondo con gli occhi di un bambino.
Difficile creare questo tipo di verosimiglianza: il libro senza davvero il racconto di un uomo che ha vissuto una vita ai margini del mondo.
Ringrazio @nneditore per la copia omaggio.
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Credits per la trama: Una grande, gloriosa sfortuna di Josh Ritter, NNEditore.


