Una donna spezzata, tre storie di dolore
Una donna spezzata, tre storie di dolore che trovano le radici nel ruolo che la società impone alle protagoniste: quello di essere moglie e madre.
Voto: 8
CONSIGLIATO A chi desidera fare un viaggio nella psiche umana
Una donna spezzata: Trama
Monique ha sempre creduto nel suo matrimonio e nel suo ruolo di moglie: gestire la vita familiare, provvedere agli altri con la certezza di essere necessaria. Ma è bastata una frase a far crollare ogni illusione: «C’è una donna». E se Monique è tradita dal marito, la madre di Philippe lo è dal figlio. Egli, al progressismo materno preferisce lo spirito pratico e conservatore della moglie. Infine, Murielle: due matrimoni falliti e il suicidio della figlia la condannano a una vita disperante che la rende astiosa verso il mondo.
Tre racconti, tre donne, tre crisi. E un tema comune: la solitudine che si deve affrontare quando ogni certezza crolla ma che può anche essere il punto di partenza per trovare la forza di ricominciare: «La porta si aprirà lentamente, e vedrò che cosa c’è dietro. C’è l’avvenire».
Chi è Simone de Beauvoir
È probabile che se avete sentito parlare di questa autrice non è per questo libro, ma per la sua celebre opera sul femminismo Il secondo sesso oppure per il suo racconto autobiografico Memorie di una ragazza perbene.
Difficile riassumere in breve la vita di questa donna che oltre a essere autrice è stata anche simbolo. E oltre a ciò è stata saggista, insegnante, femminista. Di questo movimento viene considerata una delle principali madri. Il suo pensiero è esposto chiaramente in una delle sue opere più celebri, Il secondo sesso.
Compagna di vita si Jean-Paul Sarte, la sua esistenza è stata attiva e ancora adesso rimane un ideale di donna per le nuove generazioni.
Una donna spezzata: recensione
Una donna spezzata è in realtà un libro composto da tre racconti. Le protagoniste sono tre donne diverse, con problemi differenti alle spalle, ma accomunate dal medesimo crollo in quella che si potrebbe facilmente diagnosticare come depressione.
Leggendo questo libro mi sono sentita un po’ terapeuta: saltano immediatamente all’occhio le motivazioni che hanno portato le protagoniste a stare male, ed è anche facile intuirne le soluzioni. Ma come accade in una terapia, al paziente non risulta così facile guardare dentro di sé come per chi è esterno, e quindi queste donne si trovano ad annaspare e a soffocare sempre di più invece che a scorgere la via per una risalita.
Tre viaggi mentali profondi e intensi. Riflettendo su quelli che io giudico come difetti, lo stile dei primi due racconti è così simile che la protagonista sembra la medesima, solo con una storia differente.
Il terzo racconto, il più breve, raccontato con un flusso di coscienza, invece appare diverso dai prime due, ma più disturbante e ossessivo.
Salute mentale e femminismo: i due temi più importanti del romanzo
Interessante è notare che i problemi di queste donne ruotano intorno alla famiglia e al ruolo che hanno all’interno di essa. Prima di essere donne, sembrano essere tutte e tre mogli e madri, e da qui nasce il cortocircuito che le porta ad affondare.
In nessuno dei tre casi, tuttavia, il tema del femminismo viene chiaramente esplicitato. L’autrice ha descritto tre donne che sono state vittime del ruolo che la società ha imposto loro, ma queste non vedono o non riescono a ottenere una via di fuga del loro ruolo e dal loro dolore. La loro vita rimane contestualizzata al ruolo di moglie e madre, e nel momento in cui smettono di ricoprire questi ruoli, nessuna di loro riesce a raccapezzarsi e ad accorgersi di aver vissuto a lungo in una menzogna.
Al lettore, invece, i loro sbagli risultano immediatamente chiari. Proprio per questo è probabile che la loro cecità irriti, e che chi legge si trovi a odiare questi tre personaggi e a definirli come ciechi e sciocchi. Ma è davvero così?
Femminismo implicito: come Una donna spezzata è un’esortazione all’indipendenza femminile
In tutti e tre racconti la donna pare aver scelto consapevolmente il sentiero della famiglia. Ciò che l’autrice sembra volerci fare intendere è che quel sentiero può portare a un crollo della propria esistenza. Nel romanzo sono sempre gli altri componenti della famiglia a scegliere un cambiamento, e a costringere le protagoniste a ridesegnare il proprio ruolo, pur senza che queste abbiano la capacità o il desiderio di farlo.
Finché non sei pienamente indipendente, sembra volerci suggerire l’autrice, non sarai mai felice, perché il tuo mondo potrà crollare a causa di altri.
Questa è una morale abbastanza netta, che si può condividere o meno, ma che in ogni caso bisogna riconoscere che l’autrice è stata in grado di farci comprendere implicitamente, cosa niente affatto scontata in una narrazione. Non viene mai esplicitata chiaramente nel corso delle tre storie, ma se ci si concentra suigli elementi che le accomunano vi sono pochi dubbi su quale sia il messaggio femminista implicito che Simone de Beauvoir ha inteso lasciarci.
Per quanto riguarda il crollo psicologico, l’autrice è stata in grado di renderlo in maniera realistica e credibile. Ci si sente immersi nel racconto, e si ha l’impressione di scivolare con le protagoniste in vortici di dolore e tormento.
Qui vi lascio l’articolo in cui avevo approfondito il tema della salute mentale nei libri.
Qui vi lascio il post su Instagram dove vi avevo parlato di Una donna spezzata.
Credits per la trama: Una donna spezzata, Simone de Beauvoir, Einaudi



4 Comments
MyrhiamOfAvalon
Ho dato una scorsa al tuo nuovo blog… Bello, graficamente accattivante e interessante! Congratulazioni per questo risultato!
libricaffepensierisparsi
Grazie davvero! Mi fa molto piacere sentirtelo dire! Spero di riuscire sempre a soprendere con nuovi e interessanti contenuti!
Libri per vivere
Ciao Erica!
Ho visto che hai aperto anche tu un blog e sono stupita che sia su altervista perché lo uso anche io, ma conosco solo un altro blog su questa piattaforma XD
Comunque venendo a questo articolo, devo dire che non conoscevo questo testo, mi piace però l’idea del femminismo implicito, in generale preferisco sempre “vedere le cose in scena” e i messaggi impliciti.
libricaffepensierisparsi
Ciao! Ho visto il tuo blog, e mi piace molto! Penso che sia una piattaforma molto bella e professionale, quindi l’ideale per creare qualcosa di più approfondito! Sì, Simone de Beauvoir è stata molto brava a snocciolare implicitamente il tema!