Fuoco, un urlo straziante di rabbia
Fuoco, un urlo di rabbia che nasconde una richiesta di aiuto, opera dell’autrice Shida Bazyar.
Ingiustizia. Rabbia. Provocazione.
Fuoco è tutto questo. Che cosa accade all’odio quando rimane lì tanto a lungo? Quando vedi tutti i giorni gruppi di persone che uccidono gente come te e che restano impuniti?
CONSIGLIATO A chi desidera vivere in una società più giusta.
Fuoco: Trama
Hani, Kasih e Saya sono tre amiche, giovani donne accomunate da un passato in un quartiere periferico, quello che qualcuno chiamerebbe ghetto, figlie di famiglie di immigrati cresciute in palazzine tutte uguali, le prime a parlare e considerare la lingua del paese in cui vivono la loro madrelingua.
Dopo anni, si rincontrano in occasione del matrimonio di un’amica e, ovunque guardino, che siano i tetti dei palazzi intorno a loro di notte o le metro affollate, si imbattono sempre nelle stesse cose: odio, pregiudizi, paura.
A dare l’innesco alla vicenda l’incendio di un palazzo di cui viene accusata Saya. Avrebbe appiccato il fuoco per colpire il rappresentante di un movimento di estrema destra.
Ma è davvero lei la responsabile?
Fuoco: Recensione
Che cosa accade quando vieni condannato per il colore delle pelle a un’esistenza diversa, più difficile e, per quanto tu ti possa impegnare, sai che non potrai mai cambiare la situazione?
Non sorprende che Saya abbia appiccato un incendio in un palazzo per punire qualcuno che non sarebbe stato punito dalla società. Non sorprende il lettore, ma è davvero normale non esserne stupiti?
Fuoco di Shida Bazyar è un urlo di rabbia verso di noi, verso la società.
La provenienza delle tre protagoniste non è mai esplicitata perché non dovrebbe importarci.
Il lettore sa solo che è scoppiato un incendio che ha ucciso molte persone, e che ad averlo appiccato è stata una ragazza di nome Saya, che viene presto accusata di essere un’estremista islamica.
Insieme alla visione di Saya c’è anche quella più mite delle altre due protagoniste. Loro sanno che per vivere meglio devono accettare le ingiustizie che subiscono quotidianamente. Sanno che difficilmente le cose potranno cambiare.
Un cambiamento è possibile?
Questo libro pone il lettore davanti a una serie di domande su cui troppo spesso è facile soprassedere.
Ho avuto l’impressione, leggendo il testo, che sia impossibile conciliare il desiderio di un cambiamento sociale (l’esistenza di un mondo più giusto) con una reale coerenza interna, e che questo incontro porterebbe solo all’autodistruzione.
Lo stesso finale è un urlo di aiuto. Il terrore di un eterno immobilismo, o peggio, di una retrocessione sul campo dei diritti umani. Il cambiamento sarà possibile solo se tutti noi, la società intera, deciderà di cambiare.
Un libro arrabbiato, sentito, vivo. La sua prosa non è perfetta, ma esprime una sorta di urgenza, come se un’esitazione sul parlare o meno potesse portare a un silenzio eterno.
Ringrazio la casa editrice @fandangolibri per la copia.
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Credits per la trama: Fuoco di Shida Bazyar, Fandango Libri


