Quel che resta del giorno
Romanzi

Quel che resta del giorno, un dolce tramonto

Quel che resta del giorno, il romanzo più celebre di Kazuo Ishiguro, autore vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 2017. Un libro intenso, umano, capace di dimostrare che anche il tramonto della vita può contenere al suo interno infinite possibilità e promesse di cambiamento.

Voto: 9

CONSIGLIATO A chi è alla ricerca di un romanzo che insegni una lezione sulla vita

Quel che resta del giorno: Trama

La prima settimana di libertà dell’irreprensibile maggiordomo inglese Stevens diventa occasione per ripensare la propria vita spesa al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile. Stevens ha attraversato l’esistenza spinto da un unico ideale: quello di rispettare una certa tradizione e di difenderla a dispetto degli altri e del tempo.

Ma il viaggio in automobile verso la Cornovaglia lo costringe ben presto a rivedere il suo passato, così tra dubbi e ricordi dolorosi egli si accorge di aver vissuto come un soldato nell’adempimento di un dovere astratto senza mai riuscire ad essere se stesso.

Si può cambiare improvvisamente vita e ricominciare daccapo? Da questo straordinario romanzo di Ishiguro, acclamato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti e vincitore del prestigioso Booker Prize, nel 1993 il regista americano James Ivory ha tratto un famoso film con Anthony Hopkins ed Emma Thompson.

Quel che resta del giorno: Recensione

Quel che resta del giorno è un libro che richiede attenzione. La sua stessa struttura narrativa risulta, man mano che ci si immerge nel romanzo, più complessa di quanto appare a un primo sguardo. Un lettore passivo è destinato a non comprenderlo. Un lettore attivo ha il compito implicito di addentrarsi nella mente del maggiordomo Stevens e di ascoltarlo, per comprendere qual è il suo vero pensiero.

Che cosa si cela di fronte ai suoi silenzi? Le sue scelte sono state dettate dalla coscienza di fare del bene o dalla paura dell’ignoto? La psicologia di Stevens si rivela ricca, dolorosa, celata. Costellata di errori e rimpianti, il viaggio che il maggiordomo compie diretto in Cornovaglia per far visita a una ex-collega e amica – che avrebbe potuto un tempo essere qualcosa di più – si rivela un viaggio nel passato, suo, ma anche nostro.

Quando la storia incontra la Storia

Lo svelamento della psicologia di Stevens, rivelato passo a passo grazie a piccoli dettagli, sarebbe stato sufficiente per rendere questo libro memorabile. Ma l’autore ha scelto di fare qualcosa di più.

Ci addentriamo, insieme ai ricordi del protagonista, nell’Inghilterra degli anni 30, durante il nazismo ma quando i confini del bene e del male non erano ancora così delineati da essere immediatamente comprensibili. E così, un po’ in sordina, nel romanzo fa il suo ingresso la Storia con la esse maiuscola.

Una vita dedicata al servizio, da maggiordomo, come quella di Stevens, ma che può essere simbolo di qualsiasi tipo di servizio, anche militare. Persone che delegano la propria vita per servire potenti in grado di influire sul corso degli eventi. Ma cosa può accadere se si dà quella delega alla persona sbagliata?

Ishiguro grazie all’inserimento della dimensione storica ha allargato l’orizzonte del libro. Non si parla solo di maggiordomi, ma di dolore umano e di scelte rimpiante. L’unione della storia del maggiordomo con la grande Storia nel libro avviene con grazia e sapienza, e ci consente di interrogarci sul ruolo che ciascuno di noi ha (o non ha) nel grande corso degli eventi.

Quel che resta del giorno, come accogliere l’arrivo del tramonto

Il messaggio principale del romanzo, specialmente per quanto riguarda la parte finale, è il medesimo espresso dal titolo. Vecchiaia non è necessariamente sinonimo di decadenza. Essa può anche rappresentare l’arrivo di un riposo aspettato a lungo. E non è mai troppo tardi per cambiare e per imparare ad apprezzare quel che resta del giorno.

Anche se tale morale sembra rivolta più a un pubblico anziano, risulta facilmente comprensibile e consolatoria anche per chi è più giovane. Errare è umano, sembra volerci dire Ishiguro. E ammettere di aver sbagliato non è sinonimo di debolezza, ma è l’unica possibilità che abbiamo per diventare delle persone migliori.

Allo stesso tempo, l’autore ci invita a guardare con affetto alla nostra vita passata, sebbene ci appaia diversa da come avremmo voluto che fosse. Lo scarto esistente fra quello che avrebbe potuto essere e quello che invece è, non sempre porta con sé solo dolore.

Un libro non facile. Una stretta calda e consolante. La brughiera inglese che accompagna questo viaggio in un passato impossibile da cambiare, ma su cui si può ancora riflettere. Ishiguro si rivela maestro nel parlarci di noi.

“Bisogna essere felici. La sera è la parte più bella della giornata. Hai concluso una giornata di lavoro e adesso puoi sederti ed essere felice. Ecco come la vedo io.”

Quel che resta del giorno rientra tra i libri che ho preferito del 2021, ve ne parlavo qui. Se siete interessati a leggere altre mie recensioni di romanzi, le trovate qui.

Qui trovate invece il post su Instagram in cui vi parlavo di questo romanzo.

Credits per la trama: Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro, Einaudi