Il meraviglioso mago di OZ
Classici,  Fiabe,  Libri per bambini

Il meraviglioso mago di Oz, un’illusione verde

Il meraviglioso mago di Oz è una fiaba per tutte le età. Quando si è bambini si viene abbagliati dai colori del mondo incantato di Oz. E quando si è adulti, si scopre che l’autore Lyman Frank Baum intendeva dirci molto di più di quello che siamo riusciti a cogliere.

Voto: 8+

CONSIGLIATO A chi è alla ricerca della propria strada di mattoni gialli

Trama

Nelle grigie praterie del Kansas un potente tornado trascina via la casa di Dorothy e la lascia cadere nel misterioso Paese di Oz, un mondo fantastico popolato da strane creature: Biascichini, Scimmie Alate, Ammicchetti, Quadrotti… Attraverso il tema simbolico del viaggio, metafora della vita, Baum crea un’opera stupefacente.

Dorothy, accompagnata dal Boscaiolo di Latta, dallo Spaventapasseri e dal Leone Codardo, parte alla ricerca del mago che potrà aiutare ognuno di loro. I quattro visiteranno luoghi incredibili, compiendo svariate esperienze in un Paese unico, pieno di colori, di atmosfere suggestive e di magia. Alla fine, dopo aver affrontato mille peripezie e avventure, ognuno dei protagonisti troverà quello che cerca.

Il meraviglioso mago di Oz è una fiaba moderna che ci trasporta insieme a Dorothy in un luogo da sogno dove anche noi, camminando lungo la strada di mattoni gialli, partecipiamo a un viaggio indimenticabile. 

Il meraviglioso mago di Oz: recensione

Da bambini le descrizioni del mondo di Oz lasciano incantati per la potenza dei suoi colori. Vi è un alto contrasto tra questo mondo e il Kansas, raccontato nelle prime pagine del libro, dove invece è il grigio a dominare. Ogni cosa è sbiadita, tetra, simbolo di povertà e depressione. Il grigiore della terra è penetrato anche sotto la pelle della zia. “Quando era venuta ad abitare lì, la Zia Em era una sposa giovane e carina. Sole e vento avevano cambiato anche lei. Le avevano tolto la luce dagli occhi, lasciandoli di un grigio sommesso; e le avevano tolto il rosso da guance e bocca, che erano diventate, manco a dirlo, grige. Era magra e segaligna, ora, e non sorrideva più.

Anche lo zio Henry “non rideva mai. Lavorava sodo da mattina a sera, e non sapeva cosa era l’allegria.” Dorothy, al contrario, viene presentata come una bambina felice e piena di vita, che ama la sua terra e la sua famiglia.

Il grigiore del Kansas viene presto contrastato dalla bellezza del regno di Oz, dove la città è di Smeraldo (o almeno all’apparenza). Il percorso per raggiungerla è lastricato da mattoncini gialli. Le scarpette di Dorothy sono argentate. Le vicende che questa bambina si trova ad affrontare sono memorabili, come lo sono i personaggi da lei incontrati: lo spaventapasseri senza cervello, il boscaiolo di latta senza cuore, il leone senza coraggio e il meraviglioso mago di Oz. La prima parte si rivela senza dubbio la più interessante per un bambino, mentre la narrazione si spegne un poco nella seconda metà, quando la piccola Dorothy viene presa prigioniera dalla malvagia strega dell’Ovest.

Due chiavi di lettura: Quello che sfugge ai bambini

Ciò che più mi ha colpito di questo libricino è che i passaggi più belli non sono i più facili da cogliere. Un bambino non credo capisca che lo spaventapasseri senza cervello è in realtà la mente del gruppo, come probabilmente non si sofferma sulle lacrime che l’uomo di latta senza cuore versa per aver schiacciato una formica. O sul fatto che il leone non esiti a difendere i suoi compagni, pur essendo senza coraggio.

È difficile che un bambino capisca che la città di Smeraldo è verde perché i suoi abitanti indossano occhiali con le lenti verdi, e che il meraviglioso mago di Oz è a capo del suo regno perché ha capito che agli uomini bisogna dare non ciò di cui necessitano, ma ciò di cui credono di avere bisogno.

Uno dei messaggi di questa storia è di non credere a tutto ciò che si vede e che ci viene raccontato, per quanto meraviglioso e abbagliante. Non è un caso che il titolo non rimandi alla piccola Dorothy, ai suoi tre compagni e alle loro avventure, ma a un uomo che è in realtà un imbroglione.

Chi è Il meraviglioso mago di Oz?

Il meraviglioso mago di Oz promette magie, ma in realtà dà a Dorothy e ai suoi compagni solo la forza di credere in sé stessi. Egli può rappresentare da una parte l’autore, che narra ai bambini una fiaba che racchiude al suo interno insegnamenti molto più profondi di quanto si potrebbe pensare, e dall’altra può essere una considerazione sul fatto che, in realtà, per essere “meraviglioso” non è necessario possedere nulla di speciale. La meraviglia è negli occhi di chi guarda, e molto spesso sono le persone a lasciarsi ingannare, a volersi far ingannare. E la scelta del titolo evidenzia questa ambiguità, questa oscurità. Questo libro insegna tante cose, tra cui a ragionare con la propria testa.

È interessante notare che una lettura ingenua de Il meraviglioso mago di Oz può corrispondere proprio ad assumere la prospettiva semplice dei personaggi, e al lasciarsi guidare e ingannare da quello che nella narrazione viene descritto, e non da quello che viene lasciato intendere. Ed è ancora più interessante il fatto che nell’immaginario comune resti più impressa la visione incantata infantile che quella con più sfumature tipica dell’età adulta.

Come nacque l’idea de Il meraviglioso mago di Oz

È l’introduzione a Il meraviglioso mago di Oz a spiegare come l’autore ebbe l’idea del libro. Il suo intento era quello di creare una fiaba moderna (non è un caso che sia stata scritta nel 1900, anno simbolico), “in cui siano mantenute la meraviglia e la gioia, mentre i patemi d’animo e gli incubi non ci sono più.” La scelta narrativa della fiaba, invece, era dovuta al suo amore per il genere, in quanto, secondo Baum “le fate alate dei Grimm e di Andersen hanno recato più felicità ai cuori dei bambini che non tutte le altre creazioni umane.

Alla base vi è quindi un desiderio di incantare, ma anche di lasciare qualcosa su cui riflettere. E Baum è riuscito “meravigliosamente” nel suo intento.

Se vi interessa approfondire le fiabe, vi rimando qui a un articolo dedicato a L’ickabog, fiaba moderna creata dalla penna di J.K. Rowling. Qui trovate invece il mio articolo dedicato alle fiabe.

Il meraviglioso mago di Oz rientra tra i miei libri preferiti del 2021, qui trovate gli altri.

Qui trovate il post su Instagram dedicato a Il meraviglioso mago di Oz.

Credits per la trama: Il meraviglioso mago di Oz di Lyman Frank Baum, Mondadori.