Dove sei, mondo bello
Romanzi

Dove sei, mondo bello, una ritrovata felicità

Dove sei, mondo bello, il nuovo e attesissimo libro di Sally Rooney, dopo Parlarne tra amici (qui trovate la mia recensione) e Persone normali (qui trovate la mia recensione). Molto è stato detto e molto si dirà ancora. Dove sei, mondo bello è il libro migliore dell’autrice o si spegne se confrontato con i precedenti?

Voto: 8+

CONSIGLIATO A chi si avvicina ai trent’anni ed è alla ricerca del proprio equilibrio

Dove sei, mondo bello: Trama

Alice ha scritto due romanzi di enorme successo, ma per trovare compagnia deve andare su Tinder. Eileen lavora per una rivista letteraria, però non ci paga l’affitto. Simon ama da sempre la stessa donna, ma da sempre ne frequenta altre. Felix passa in birreria il tempo libero dal lavoro di magazziniere, ma la sua è una fuga.

Alice, Eileen, Simon e Felix si parlano, si fraintendono, si deludono e si amano e, mentre attraversano il cerchio di fuoco dei trent’anni, si chiedono se esista davvero, al di là, ancora, un mondo bello in cui sperare.

Dove sei, mondo bello: Recensione

Basta leggere il primo capitolo per capire perché Rooney merita di essere considerata tra le migliori autrici contemporanee a livello di prosa. L’animo dei personaggi viene espresso dai loro gesti, descritto con novizia di particolari da un narratore onnisciente. Un goccia di birra che trabocca dal boccale, uno sguardo al telefono fingendo disinteresse. Il tutto accompagnato da descrizioni minuziose di paesaggi eterei e cristallizzati.

Capiamo chi sono i personaggi attraverso i loro gesti e le loro parole, non grazie a un’esplicitazione dei loro pensieri. Una modalità narrativa che rimanda a narrazione ottocentesche, caratterizzate appunto dal narratore onnisciente, ma allo stesso tempo Rooney rivisita questa modalità conferendole maggiore modernità.

I temi trattati nel romanzo sono quelli della contemporaneità. La salute mentale (qui trovate il mio articolo dedicato ai libri che trattano questo tema) trova meno spazio che in Persone normali, ma riveste comunque un ruolo considerevole.

In Dove sei, mondo bello tra un capitolo e l’altro vi sono scambi di e-mail tra le due protagoniste in cui commentano il mondo di oggi. Alcune frasi sono illuminanti, altre più scontate. Ma questo dipende dalla sensibilità del lettore e dalle proprie considerazioni personali (e politiche). Questi inserti hanno contribuito a dare un aspetto più filosofico e ampio al libro, e complessivamente si sono rivelate senza dubbio un punto di forza per la narrazione. Mi hanno ricordato, per certi versi, i pensieri esistenzialisti della bambina ne L’eleganza del riccio.

A livello di struttura, il libro è nettamente migliore rispetto ai precedenti. Il susseguirsi di punti di vista ha creato un ritmo narrativo d’impianto più classico, più armonico.

Il difetto principale del libro: personaggi poco a fuoco (almeno all’inizio)

I protagonisti sono quattro. Le due coppie (da una parte Alice e Felix, dall’altra Eileen e Simon) si assomigliano molto tra di loro nella prima parte, impedendo a ciascun personaggio di distinguersi particolarmente per pensieri o modi.

L’evoluzione delle due relazioni segue un andamento parallelo (i momenti amorosi e quello di crisi delle due coppie sono pressoché l’uno di seguito all’altro come capitoli), e questa similarità crea un effetto ridondante che non sempre coopera a catturare l’attenzione del lettore.

Nell’ultima parte la somiglianza tra i personaggi si attenua, e i protagonisti assumono maggiore spessore e individualità. A livello narrativo, tuttavia, questa differenziazione avviene troppo tardi.

Stesso stile: un dialogo a senso unico

Le similarità tra Alice e Eileen vengono incrementate dallo scambio di e-mail che accompagna la narrazione. Un difetto stilistico consiste nel fatto che le due ragazze scrivono esattamente nello stesso modo. Non sono stati creati espedienti narrativi per differenziare il modo con cui queste due ragazze si esprimono. Il risultato è che è molto complesso ricordare chi ha detto cosa, e viene ancora più spontaneo accostarle, come se fossero lo stesso personaggio. Ho avuto più e più volte l’impressione che le lettere fossero opera di una sola persona che rispondeva a sé stessa.

Non sorprende che la differenziazione maggiore tra Eileen e Alice avvenga nel momento dell’incontro, quando le lettere tra le due ragazze cessano.

La prosa incomunicabile di Rooney in questo libro ha la stessa funzione che nei precedenti?

La caratteristica principale di Rooney nei due suoi romanzi precedenti era senza dubbio la sua prosa che non scava e che sembra diretta emanazione dell’incapacità di comunicare dei protagonisti. In Dove sei, mondo bello, vi è però una differenziazione rispetto ai libri precedenti: i personaggi, alla fine, sono in grado di guardarsi e di capire i pensieri dell’altro. La parola risolutrice c’è, ed è in grado di portare alla comprensione delle persone a cui si vuole bene.

La prosa, tuttavia, rimane la stessa, ma perde qualcosa nel suo mancato sposalizio con il significato del libro. Persone normali, al contrario, grazie a questo incontro acquisiva maggiore potenza.

Dove sei, mondo bello: Le mie conclusioni

Dove sei, mondo bello è decisamente più “stabile” dei libri precedenti dell’autrice. Non solo a livello di struttura, che è più bilanciata e ponderata, ma anche a livello psicologico. Gli animi dei protagonisti non paiono troppo inquieti, e alla fine riescono a trovare il loro equilibrio.

A livello personale, e pensando al romanzo contemporaneo, mi sono chiesta se questa mancanza di inquietudine dell’animo e questo conservatorismo (evidente nel finale di cui vi parlo nell’ultimo paragrafo) sia un passo indietro e abbia una spinta meno propulsiva rispetto all’innovazione.

Questo libro è anche molto più classico. Molto meno disturbante. Più conservatore. Molto più ben fatto. Ma, una volta terminato, mi sono accorta che mi ha lasciato meno dei libri precedenti, perché non mi ha scossa quanto Persone normali, e nemmeno come Parlarne tra amici.

Può questo considerarsi un limite? Non credo che possa esistere una risposta, dipende dai punti di vista con cui si guarda a questa opera letteraria. Dal lato emotivo, può colpire meno dei precedenti. Dal lato letterario, li batte senza difficoltà.

In ogni caso, Dove sei, mondo bello, rimane un libro eccellente e lo consiglio caldamente a chiunque sia appassionato del romanzo.

Spoiler: Il significato (narrativo) del finale

Quest’ultimo paragrafo desidera essere un confronto tra il finale di questo romanzo con i due libri di Rooney precedenti. Per chi avesse letto Parlarne tra amici e Persone normali, è difficile non ricordare il fatto avessero dei finali aperti. Il finale di Dove sei, mondo bello non è lo è affatto. I protagonisti vengono rivisti diciotto mesi dopo, nel complesso soddisfatti della loro vita.

Nello specifico, le ultime parole del romanzo vengono affidate ad Eileen, un personaggio che cerca amore e che finalmente si concede di riceverlo. Il libro termina con l’annuncio della sua gravidanza, e della sua ritrovata felicità. Un lieto fine nei romanzi – specialmente in testi con tematiche psicologiche – è abbastanza inusuale. Rispetto ai due libri precedenti, i protagonisti sono più adulti, paiono più saldi e nel caso della coppia di Simon e Eileen riescono a raggiungere la tanto agognata felicità, in un modo molto tradizionale: con la creazione della classica famiglia borghese.

A livello letterario, questo lieto fine toglie parte della forza propulsiva del libro. Vi è un ritorno alle origini, e l’idea che il nostro, nel complesso, sia un “mondo bello”. Parlarne tra amici e Persone normali sono molto più moderni. Non solo per il finale aperto, ma anche per la loro maggiore “instabilità” d’animo dei protagonisti.

Qui trovate la mia recensione di Persone normali, mentre qui trovate il mio articolo su Parlarne tra amici. Se desiderate approfondire il tema dei libri e della salute mentale vi rimando invece qui.

Qui trovate il mio post su Instagram dedicato a Dove sei, mondo bello.

Credits per la trama: Dove sei, mondo bello di Sally Rooney, Einaudi